Il palinsesto lo faccio io

Sono rimasta a bocca aperta quando ho letto la sezione dedicata alla fruizione dei contenuti tivù elaborata all’interno del 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, che quest’anno s’intitola ‘I media personali nell’era digitale’. Chi mi segue sa bene che considero il nostro Paese una vera e propria lumaca sul fronte dell’innovazione. Ma da questo Rapporto Censis/Ucsi noto che stiamo cambiando marcia.

La nuova tendenza dei consumi mediali anche tra noi lumache italiane è quella di costruirci nicchie di contenuti a nostra misura (olè!). Ed è un buon inizio nel percorso di evoluzione che abbiamo appena intrapreso. Non c’è dubbio che questa nuova modalità riguarda anzitutto i target più giovani ma visto che sono anche quelli che vivono ancora in famiglia, ciò mi fa ben sperare che le loro abitudini facciano da traino anche per le fasce di età più adulte. Ma andiamo per ordine. TV. Lo scenario si presenta in questo modo: la televisione ormai viaggia su tecnologie di ultima generazione proponendo modalità di fruizione che hanno stravolto le vecchie logiche di palinsesto e ciò ha rivoluzionato il ruolo del pubblico che da passivo spettatore è diventato l’unico a decidere come e dove fruire la (nuova) televisione. C’è poi da aggiungere che la scarsità di tempo/attenzione degli utenti è diventato il fattore chiave delle modalità di fruizione. Il parametro decisivo delle scelte di consumo è pertanto la coerenza tra contenuti e aspettative del pubblico. Per meglio soddisfare queste esigenze sono nati automatismi mirati a personalizzare l’offerta in base al profilo e al comportamento degli utenti. Fatta questa premessa, vediamo cosa è venuto fuori dallo studio del Censis.

I dati mostrano che siamo in crescita nella tendenza a costruirci palinsesti ‘su misura’. E questo avviene non soltanto sul televisore. Il 12,3% della popolazione italiana segue programmi televisivi sui siti delle emittenti; il 22,7% utilizza YouTube; il 17,5% li scarica tramite il web da altre persone. Musica (18,3%), sport (11,7%) e film (9,9%) sono i programmi televisivi più visti online. Tra il pubblico più giovane la musica rimane al primo posto (27,1%), poi c’è lo sport (25,6%), le fiction (21,2%) e a seguire i cartoons (14,3%), la cronaca (13,4%), i reality (11,6%), gli approfondimenti giornalistici (10%) e i telegiornali (8,7%). E dove si guardano tutti questi programmi? Sul computer ma anche sul televisore, sui tablet, sugli smartphone. Stiamo imparando dunque a farci il nostro palinsesto e a piazzarlo sul device che più ci piace. Piccoli traguardi per non sentirci poi così lenti.

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