Chi ha paura di Netflix

“Meglio darsi da fare prima che il gigante Usa dello streaming on demand di film e serie tv arrivi dalle nostre parti”. Ero a telefono con un manager Mediaset per farmi raccontare la nuova Premium Play, la net tv del Biscione che da qualche giorno è fruibile anche sulle console Xbox. A un certo punto, il mio interlocutore ha tirato fuori lo spauracchio Netflix. “Metti caso ce lo ritroviamo all’improvviso su qualche device anche in Italia, noi di Mediaset potremmo rischiare di essere tagliati fuori dal mercato”. E come dargli torto.

Netflix sta facendo recruiting di personale nel nord Europa, poiché entro il 2012 dovrebbe sbarcare in Uk e in Irlanda. Ha in catalogo migliaia di vecchie pellicole hollywoodiane e centinaia di serie tv. In America il suo abbonamento mensile costa soltanto 8 dollari e sul nostro mercato potrebbe essere anche più basso.  Ha agganci con tutte le aziende di elettronica di consumo, quindi ce lo ritroveremmo su parecchie smart tv. E poi è ben ammanicato con tlc e internet provider. Insomma, in un battibaleno qui da noi non si conterebbero i device col widget Netflix. Inoltre, l’ultimo rapporto Censis dice che più del 50% degli italiani naviga in Rete e che di questi quasi l’80% sono ragazzi patiti di musica e film online. Ciò significa che dalle nostre parti ci sarebbero tutte le condizioni per dare il benvenuto a Netflix. Certo in Italia c’è il problema della penetrazione della banda larga che oggi lascia a desiderare, ma ho come la sensazione che qualcosa stia per muoversi pure su questo fronte.

Detto ciò, il timore manifestato dal manager Mediaset di fronte a  un possibile ingresso di un competitor della portata di Netflix mi ha fatto riflettere su un paio di cose.  Se da qui a breve il videoportale di film e serie tv dovesse arrivare in Italia, cosa dovranno fare i nostri big della tv per arginare il suo potere? Mediaset potrebbe accelerare la distribuzione di Premium Play sui device (tablet, smart tv, smartphone) e al tempo stesso fare sia un grosso lavoro di lobby per convincere gli organi competenti a frenare la posizione dominate (?) del nuovo arrivato sia scoraggiare le case di produzione cinematografiche a  cedere i diritti di trasmissione online. E La Rai che farebbe? A ben vedere ora che è meno vincolata al proprietario di Mediaset e poiché deve battere cassa (visti i suoi recenti tristi conti…), potrebbe cedere un po’ delle sue teche a Netflix ma non mi stupirebbe che decidesse il contrario per qualche inspiegabile motivo, che resterà negli anni un bel mistero.

Poi c’è Sky, la quale essendo una pay tv che campa soprattutto grazie al cinema e alle serie, dubito che si metta a far affari con l’operatore americano di video on demand. Cosa resta? Poca roba? Non proprio. E’ vero che oggi il nostro Paese è ancora troppo oligarchico (3 grandi che si spartiscono tutta la torta) per aprirsi a un libero mercato con un player alla Netflix. Però se il videoportale facesse l’occhiolino ai piccoli editori scontenti del fee che ricevono da Sky o ad alcuni grossi network (vedi Discovery) che hanno già scelto di non essere in esclusiva sulla piattaforma satellitare, allora potrebbero esserci buoni margini per funzionare anche in Italia. E poi qui abbiamo migliaia di tv locali piene zeppe di library d’altri tempi che con un colosso come Netflix, affamato soprattutto di titoli d’antan, farebbero un bell’affare. Alla faccia del beauty contest. E allora che Netflix sia il benevenuto.

3 pensieri su “Chi ha paura di Netflix

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